Il Quadrilatero Marche-Umbria si profila come una delle infrastrutture più significative dell’Italia centrale per la connessione tra le regioni Marche e Umbria.
A luglio 2026 è stata registrata l’inaugurazione del Viadotto Mariani sulla SS76, importante componente del Maxilotto 2, rafforzando il collegamento tra l’entroterra e la costa adriatica. Il progetto complessivo comprende il completamento di arterie viarie strategiche come l’asse Foligno-Civitanova Marche e l’asse Perugia-Ancona, unitamente alla Pedemontana Fabriano-Muccia/Sfercia, migliorando così l’accessibilità delle aree interne e integrandosi con le dorsali principali del paese.
Dettagli del progetto Quadrilatero Marche-Umbria
Il Progetto Quadrilatero Marche-Umbria è concepito per la costruzione di un sistema infrastrutturale di collegamenti viari che formano un quadrilatero ideale. I principali assi coprono il tratto Foligno-Civitanova Marche (SS77) e il tratto Perugia-Ancona (SS76 e SS318).
La costruzione di queste arterie è cruciale per creare connessioni più fluide con i poli industriali regionali e migliorare l’accesso alle aree interne. Specialmente, il completamento e l’adeguamento a quattro corsie delle tratte Foligno-Collesentino e Fossato di Vico-Serra S.Quirico incrementeranno notevolmente la capacità di traffico.

Maxilotto 2 e i suoi elementi chiave
La componente centrale del progetto, il Maxilotto 2, include interventi su diverse arterie strategiche.
Queste comprendono la SS76 “Val d’Esino” e la SS318 di “Valfabbrica”, con aggiornamenti a quattro corsie per migliorare la capacità di trasporto. La nuova infrastruttura è focalizzata su un collegamento ottimale, contribuendo a ridurre il deficit infrastrutturale delle aree coinvolte e facilitando le connessioni europee. Uno dei punti salienti è l’inaugurazione del Viadotto Mariani, che rappresenta un pilastro fondamentale del progresso del progetto.
Contestualizzazione del progetto più ampio
Situato nell’Italia centrale, il Quadrilatero Marche-Umbria gioca un ruolo critico nella revisione dell’assetto logistico delle regioni coinvolte. Sovrapponendosi alle principali arterie di trasporto italiane, quali le autostrade e ferrovie nazionali, il progetto integra trasporti locali e internazionali, potenziando così la mobilità regionale.
Gli aggiornamenti infrastrutturali mirano a colmare le lacune esistenti e a creare un network di trasporti coeso e si inseriscono in programmi di lungo termine come il contratto di programma MIT/ANAS 2016-2020.

Credits foto: WeBuild
